ATALANTA - LAZIO: 3-2. Che biglietto da visita per la Serie A!
Spettacolo Gasp - Inzaghi:
L'Atalanta soffre, recupera e merita il +3.
Rammarico Lazio per non aver chiuso il match sul 2-0.
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| 4 punti separano ora la Lazio dalla Juve per lo scudetto e l'Atalanta dall'Inter per il terzo posto |
Era il Big Match di giornata. E così è stato.
Gli amanti del calcio, forse, non potevano aspettarsi di meglio. Le due squadre
che giocano il miglior calcio d’Italia si sono affrontate alla 27° giornata di Serie
A, dopo la lunga e dolorosa pausa dovuta al COVID-19.
Al Gewiss Stadium, ieri sera, è andata in scena Atalanta – Lazio.
Una partenza bruciapelo per i biancocelesti che in poco più
di un quarto d’ora si sono portati sul 2-0: prima con l’autogol di De Roon
anche se a coronamento di una splendida azione corale a partire dalla propria
metà campo; poi con la prodezza del sergente, Sergej Milinkovic- Savic,
abituato a segnare gol spettacolari. Il rammarico della squadra di Simone
Inzaghi è uno: non aver segnato il terzo gol che di fatto avrebbe reso quasi
impossibile la remuntada dei bergamaschi.
Così non è stato.
Gosens, sul finire del primo tempo ha accorciato le distanze siglando il
suo ottavo gol in campionato.
Non male per un terzino sinistro acquistato alla modica cifra di due milioni dall’Heracles
in Olanda e che ora ha vari top club europei sulle sue tracce.
Nei secondi 45 minuti l’Atalanta ha dimostrato una migliore condizione
fisica. Avrà influito sicuramente il fatto di aver già 90 minuti nelle gambe,
visto il recupero della 25° giornata nel match casalingo con il Sassuolo.
Resta il fatto che la Lazio nulla ha potuto in confronto ad una squadra già
pronta fisicamente ed abituata a macinare calcio ad un ritmo folle. Le reti di Malinovsky,
all’ennesimo gol da fuori area, e Palomino
hanno completato la rimonta.
La Dea ora si rilancia per la corsa al terzo posto, lontano quattro lunghezze ed occupato dai nerazzurri dell’Inter, bloccati dal Sassuolo in un’altra partita ricca di gol (3-3) , mentre si complica ora la strada per lo scudetto per la Lazio distante 4 punti dalla Juve capolista. Ma “Il calcio è strano” direbbe Fabio Caressa e in questo insolito finale di stagione tutto è possibile: mancano ancora undici partite e soprattutto lo scontro diretto del 20 luglio tra le due in testa alla classifica.
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| Giampiero Gasperini e Simone Inzaghi: gli artefici del successo delle due squadre |
La partita ha visto affrontarsi probabilmente i migliori interpreti del gioco da
un paio di stagioni a questa parte. L’Atalanta di Gasperini e la Lazio
di Inzaghi.
In quest’ occasione, più che mai, è fondamentale sottolineare il lavoro dei due
allenatori.
Da una parte Giampiero Gasperini, sul quale, pur avendo raggiunto
traguardi importanti con il Genoa, pesa l’etichetta di allenatore non
da top club, dopo l’esperienza molto complicata con l’Inter nella stagione 2011/2012. A Milano, infatti, non è riuscito ad ottenere una vittoria prima di essere esonerato dopo 5
giornate.
Dall’altra Simone Inzaghi, messo in ombra nella sua carriera da
giocatore da “SuperPippo”, il fratello, sicuramente più
conosciuto visti i numerosi titoli vinti con Juve e Milan e la Coppa del
Mondo nel 2006. Simone dal canto suo è riuscito nella storica impresa di
vincere il secondo - e sinora ultimo - scudetto con la Lazio nella
stagione 1999/2000. Da giocatore non è mai riuscito ad affermarsi
definitivamente ma almeno da allenatore, la storia sembra essere ben diversa.
Entrambi sono riusciti a togliersi di dosso le pesanti etichette di incompiuti e
a prendersi una meritata rivincita raggiungendo risultati storici e diventando
due grandi allenatori, corteggiati da altri importanti club come Roma e
Juventus.
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| La 7° Coppa Italia biancoceleste nella stagione 2018/2019 e la vittoria degli ottavi di Champions per l'Atalanta contro il Valencia |
Continuità. Fiducia. Consapevolezza: tre parole chiave per esprimere il valore del progetto tecnico delle squadre.
Negli ultimi anni abbiamo assistito a una serie di esoneri, rivoluzioni,
rotture interne che hanno coinvolto anche club importanti come Milan, Napoli
e Roma, forse la più ridimensionata dopo essere arrivata a sorpresa in semifinale
di Champions League nel 2018.
L’Atalanta e la Lazio nelle ultime stagioni hanno intrapreso una strada
importante che lascia ben sperare nell’ immediato futuro. I meriti vanno
sicuramente ai giocatori, ma al lavoro e all’ idea di calcio dei due allenatori devono
essere attribuiti i giusti riconoscimenti.
Non è un caso se con la partita di ieri sera l’Atalanta abbia raggiunto
quota 77 gol in campionato, eguagliando così il record di reti segnate risalente
ad appena la scorsa stagione, e prima della pausa per il COVID-19 abbia
superato gli ottavi di Champions League, alla sua prima storica
partecipazione, rifilando al Valencia 8 gol in due partite e arrivando tra le migliori
8 d’Europa.
E non può essere sicuramente un caso che la Lazio sia, dopo la Juve, la
squadra ad aver vinto più titoli nell’ultimo decennio con tre Coppe Italia e
due Supercoppe italiane, arrivando addirittura a competere per lo scudetto e
ad avere, almeno fino a ieri sera, la miglior difesa del campionato e una
striscia di 21 risultati utili consecutivi.
Segnali positivi, di crescita costante, di un’ormai acquisita consapevolezza di
poter imporre la propria idea di gioco e di poter affrontare con coraggio
qualsiasi squadra.
Alle spalle dei principali attori, due società che hanno sempre garantito fiducia
ai due allenatori, che si sono sforzate di non cedere i propri gioielli anche
davanti ad offerte importanti – come per il Papu Gomez o per Milinkovic
– Savic.
I due tecnici hanno saputo dare un’identità precisa e concreta ai due team, con
un gioco propositivo, veloce, offensivo, alla ricerca della profondità con
verticalizzazioni immediate. E se per i bergamaschi è necessario ancora
raggiungere una certa solidità difensiva per essere competitiva per lo
scudetto, la squadra di Simone Inzaghi, in questa stagione, sembra esser
riuscita a trovare l’intesa e i movimenti giusti che l’hanno portata ad occupare
il ruolo di Anti- Juve con ancora tutto da giocarsi.
La Serie A è ripartita col botto a suon di emozioni e
ricca di gol, come gli appassionati magari si auguravano ma di certo non si
aspettavano dopo i tre mesi di stop.
Undici partite ed un calendario fitto per scoprire se la Lazio riuscirà ad
interrompere la striscia vincente della Juve dei Record e fin dove potrà
spingersi l’Atalanta che, dopo ieri sera, punta con il proprio mirino la
squadra di Antonio Conte…non dimenticando ovviamente che ad agosto sarà
impegnata in una Champions insolita e in veste nuova con gara secca fino alla
finale.
I tifosi nerazzurri e biancocelesti possono sperare nel Sogno di una notte di mezza Estate.
Alessandro Lunari



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